Markets and investments

Private Equity: la resilienza del mercato italiano

by Albacore | 09.02.2019

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di Roberto Tronci *

Secondo i dati dell’ultimo Italian Private Equity Survey Confidence di Deloitte, il Confidence Index, elaborato dalla società di revisione per definire la sfiducia degli investitori esteri sull’Italia è ai livelli del 2013 cioè 80, rispetto ai 114 punti dello scorso anno mentre il 60% dei private equity intervistati (il doppio dell’anno precedente) prevede un peggioramento del contesto macroeconomico. Molti, del resto, osservano che è molto probabile che il 2019 sarà un anno difficile per l’industria in generale, certamente a livello europeo ma anche a livello più globale. La stessa Germania soffrirà e, di certo, l’Italia non sarà da meno, ma per chi investe nel nostro Paese  l’Italia sembra essere diventata più resiliente e  meno soggetta agli scossoni provenienti dall’esterno.

La metà dei player del settore intervistati da Deloitte si aspetta un numero di operazioni pressoché stabile – seppur in calo rispetto all’anno scorso – a 40-45 deal e molti si aspettano una crescita delle exit tramite vendita sul mercato con IRR attesi tra il 15% e il 25% legati principalmente alle attese positive sull’incremento dell EBITDA. Anche riguardo alle nuove opportunità d’investimento, la maggior parte degli operatori (59,5%) si aspetta un livello di competizione nel mercato del private equity stabile.

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Si nota anche un approccio più sofisticato da parte dei fondi, quindi anche più a lungo termine, anche perché la dimensione media delle operazioni attesa è più piccola”. La maggioranza dei fondi, il 51,3% degli intervistati,  dichiara di avere investimenti in portafoglio con un fatturato medio fino a 50 milioni di euro e riguardo alle aspettative sulle dimensioni medie degli investimenti attesi, il 62,8% degli operatori ha aspettative di sostanziale stabilità, mentre il 37,2%, meno del 2017, dei rispondenti si attende un aumento delle dimensioni medie. In linea con questi risultati, le attese degli operatori per il prossimo semestre mostrano in prevalenza (51,1%) un interesse verso i deal con valore fino a 30 milioni. Tuttavia, è atteso un calo degli investimenti tra i 31 e i 100 milioni, che passano dal 44,4% al 39,6%, mentre gli investimenti superiori ai 100 milioni aumentano di 6,5 punti percentuali.

I dati del secondo semestre 2018

Durante la seconda metà dello scorso anno, Deloitte ha censito 75 operazioni condotte dagli operatori del PE in Italia per un controvalore complessivo (considerando i deal con valori undisclosed) pari a circa 10,6 miliardi.  Sia il numero di transazioni, sia il valore complessivo delle stesse si osserva in aumento rispetto al semestre precedente.

Tra le operazioni che hanno generato il maggior deal value nello scorso semestre ci sono senz’altro la cessione da parte di Blackstone della partecipazione in Gianni Versace a Michael Kors, l’acquisizione di RTR Rete Rinnovabile e EF Solare Italia   da parte del fondo italiano F2i e quella di Megadyne da parte del fondo Svizzero Partners Group.

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Il settore che ha visto gli operatori Private Equity maggiormente coinvolti nel secondo semestre 2018 è stato quello dei Prodotti e Servizi Industriali, seguito dal Consumer Business e dal Settore Chimico mentre calano le operazioni nei settori manifatturiero, altri servizi.

*CIO di Albacore Wealth Management


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